









Storia
L’Accademia, fondata in Urbino intorno al 1560 da Gallo Galli con il nome di “Accademia degli Assorditi”
, alternò durante la sua esistenza periodi di prosperità e di decadenza. Nel 1831, con la generale abolizione delle Accademie voluta dall’autorità ecclesiastica, venne soppressa anche quella degli Assorditi. Soltanto qualche anno più tardi riprese l’attività, per cessare di nuovo e definitivamente nel 1862 alla morte del suo ultimo Presidente, Francesco Puccinotti. L’Accademia aveva per impresa la nave di Ulisse con le Sirene e il motto “Canitis Surdis”. Le sirene affascinavano gli uomini con canti fatati, ingannevoli lusinghe, tali da portarli alla rovina fino alla morte. Ulisse, consapevole di questo pericolo, tappò le orecchie dei suoi compagni con la cera, perché fossero sordi al fascino ammaliatore dei mortali richiami di questi mostri, metà donne e metà uccelli. Da qui prende spunto il motto dell'Accademia che recita: “cantate ai sordi”, ossia cantate pure canti meravigliosi, ma noi, sordi come i compagni di Ulisse, non ci faremo attrarre dalle vostre melodie. Pertanto, gli Accademici Assorditi, cioè “quelli che si fanno sordi”, perseguono la vera saggezza, sordi ai falsi allettamenti e alle vane lusinghe. Il 7 febbraio 2023 è stata ricostituita.
L’Accademia è laica e aconfessionale, senza alcun fine di lucro. Si propone come centro di vita associativa, la cui attività è espressione di partecipazione e pluralismo; la sua finalità è quella di approfondire la conoscenza promuovendo attività culturali in ogni campo, sul modello delle antiche accademie: “basato sul dialogo e la conversazione, dove il passaggio di conoscenze veniva guidato da una figura eminente (il maestro) nell’ambito di uno scambio circolare, fra pari”.
Lorem Ipsum dolor sit amet


Lorem Ipsum dolor sit amet


L'Accademia ha per logo il mito di Ulisse e le sirene.
Il motto è Canitis Surdis.
È noto che le sirene affascinavano gli uomini con canti meravigliosi che erano lusinghe vuote tali da portare alla rovina e alla morte.
Ulisse, consapevole di questo pericolo, ha tappato le orecchie dei compagni con la cera, perchè fossero sordi ai suadenti e mortali richiami di questi mostri metà donne e metà uccelli.
Il motto dell'Accademia dice alle fallaci maliarde: “cantate pure lungamente, ma sappiate che il vostro canto arriva a noi che, sordi come i compagni di Ulisse, non ci facciamo attrarre dalle sue melodie”.
Pertanto gli Accademici Assurditi, cioè "quelli che si fanno sordi" si professano seguaci della vera saggezza, sordi a tutti i falsi allettamenti e vane lusinghe che vengono dal mondo.
Lorem Ipsum dolor sit amet


















OLTRE SAPIENS - 13 marzo 2026
Presentazione del libro "La mente preistorica" di Matteo Bedetti.